La velocità è parte della sua vita da sempre. Dal campo profughi di Buduburam alla Bundesliga, passando per il Canada in pochi anni: una precocità che difficilmente rivedremo. Oggi vi parliamo di Alphonso Davies, dei suoi sprint sul campo da calcio e della sua vita da film.


GLI INIZI

Per arrivare a Monaco di Baviera il viaggio di Davies è partito da molto lontano, precisamente dalla Liberia paese di origine dei genitori. Costretti a fuggire a causa della guerra civile verso un campo profughi in Ghana, dove, nel 2000, danno alla luce il piccolo Alphonso. La situazione non accenna a migliorare però, e qui arriva la prima svolta nella vita del terzino del Bayern: la famiglia si trasferisce in Canada, ad Edmonton.

Alphonso inizia a giocare a calcio nel doposcuola e non ci mette molto a dimostrare le sue capacità con la palla tra i piedi. A 14 anni passa ai Vancouver Whitecaps e, appena un anno dopo, diventa il più giovane esordiente in USL e il primo millenial a esordire in MLS ad appena 15 anni.

A 16 anni esordisce con la nazionale canadese, ovviamente il più giovane di sempre, e alla seconda partita segna una doppietta contro la Guyana Francese. Il Bayern Monaco non ci pensa due volte e nell’estate del 2018 lo acquista per 10 milioni.


PUNTI DI FORZA

Arrivato come alternativa a Coman nel ruolo di esterno alto nel tridente, all’inizio di questa stagione Kovac intuisce la possibilità di arretrarlo a terzino. Nonostante durante l’estate i bavaresi abbiano speso 80 milioni per Lucas Hernandez, il giovane prodigio canadese ci ha messo appena un paio di mesi a relegarlo in panchina, complice anche un infortunio del francese.

A suggerire a Kovac questa variazione tattica hanno contribuito le incredibili capacità di accelerazione e di velocità messe in mostra. Nonostante il posizionamento e la marcatura non siano il suo forte, compensa con incredibili recuperi e chiusure difensive, la più famosa è l’ormai virale rincorsa ad Haaland nel Klassiker.

Inoltre la sua resistenza in fase di accelerazione si rivela essere un’arma in più anche in fase offensiva, già 4 gli assist forniti, oltre a 2 gol, in questa stagione. I margini di crescita sono ancora ampissimi, per un giovane cresciuto calcisticamente in Canada, ma la rapidità di apprendimento e l’incredibile adattabilità a qualsiasi situazione di gioco lo hanno reso in poco tempo indispensabile per il Bayern Monaco.


DOVE PUÒ ARRIVARE?

A neanche 20 anni Davies ha ottenuto quello che molti non otterranno in un’intera carriera, ora sta a lui stabilire il suo limite. Nei prossimi anni si imporrà come uno dei migliori esterni al mondo, e vista la sua velocità potrebbe non volerci troppo tempo.

Nonostante un’infanzia difficile, Davies ha dimostrato di saper superare qualsiasi ostacolo senza difficoltà. Ora la domanda è: fin dove può spingersi? Lui ha dichiarato che ha sempre sognato di giocare in un top team, ma come recita un famoso spot Nike di cui è protagonista:
Don’t ask if your dreams are crazyask if they‘re crazy enough.