Siamo sicuri che scegliere esperienze all’estero sia redditizio? Che lasciare un posto in cui si sta bene, porti quel salto di qualità nella propria carriera?
In questa rubrica vi ricordiamo quei giocatori che hanno tentato l’esperienza all’estero e una volta tornati in Italia non sono più stati quelli di prima. Ve li ricordate tutti?

🔴 Gianluigi Buffon
➡️ Dal Psg alla Juventus nella stagione 2019/2020

Dopo 17 anni alla Juventus, caratterizzate da tantissime vittorie in campo nazionale, ma anche dalla scelta di cuore di rimanere in bianconero, dopo Calciopoli, in serie B, decide di cambiare aria trasferendosi oltralpe, al Psg, magari per provare a vincere in Francia, ma anche in Europa. Vince la Ligue 1, ma è costretto ad alternarsi con Areola (prima scelta del club parigino) e abbandonando il sogno Champions League agli ottavi di finale. In questa stagione ha deciso di tornare alla Juventus come vice Szczesny, per battere il record di presenze in Serie A: ha fin ora collezionato 7 gettoni, ma al di là delle statistiche, l’età avanza anche per lui e le prestazioni non sono più quelle brillanti di qualche anno fa.  

🔴 Kevin Prince Boateng  
➡️ Dal Barcellona alla Fiorentina nella stagione 2019/2020

Boa non è nuovo al viavai tra l’Italia e l’estero (ricordiamo i 3 anni allo Schalke 04 dopo il Milan e Las Palmas ed Eintracht Francoforte dopo essere tornato, nuovamente, al Milan). Il suo ritorno più significativo, però, è quello da Barcellona: una discreta prima parte di stagione col Sassuolo, poi l’inaspettata e quasi incredibile chiamata del Barcellona come riserva in attacco, ma il risultato è 3 presenze e 0 gol. A giugno del 2019 torna a Firenze con tante aspettative, ma fallisce siglando un solo gol fino a gennaio, quando si trasferisce al Besiktas, sua attuale squadra.

🔴 Blerim Dzemaili
➡️ Dal Montreal Impact al Bologna nel gennaio 2018

Il centrocampista svizzero dopo qualche stagione di assestamento tra Torino e Parma è esploso a Napoli, rivelando insospettabili doti realizzative, e confermandole anche tra Genoa e Bologna. Il presidente Saputo, innamorato del giocatore, sfruttò la sua voglia di una nuova esperienza per spostarlo nell’altra sua squadra, i Montreal Impact: l’esperienza fu positiva (22 presenze e 7 gol), ma dopo soli 6 mesi Blerim volle tornare a Bologna. Purtroppo non fu più in grado di ripetere le prestazioni precedenti, fermandosi a 1 solo gol per stagione e perdendo il posto da titolare nell’ultima stagione, prima di partire nuovamente, stavolta però in Cina. Alle volte è meglio stare dove si sta bene più che cercare nuove emozioni! 

🔴 Alessio Cerci
➡️ Dall’Atletico Madrid al Milan nel gennaio 2015

Dopo una stagione esaltante con il Torino, la sua volontà di andare nel “calcio che conta” e i paragoni azzardati con Robben, floppa decisamente con i Colchoneros e decide di tornare in Italia, al Milan e poi al Genoa. Non è più riuscito a lasciare il segno, siglando appena 5 gol in un anno e mezzo. Poi solo una parentesi a Verona con l’Hellas e un anno da desaparecidos in Turchia. Oggi lo troviamo in B, alla Salernitana, ma anche qui solo 7 presenze e 0 gol.
Disastro.

🔴 Alessandro Diamanti
➡️ Dal Guangzhou alla Fiorentina nel gennaio 2015

Giocatore dal sinistro delizioso e dall’assist facile, a cavallo del 2010 trovò la sua dimensione nelle squadre medio-piccole, affermandosi a Bologna, dove in due stagioni e mezzo mise insieme ben 19 gol in 83 presenze. Tentato dai soldi cinesi, decise a febbraio del 2015 di tentare l’esperienza al Guangzhou, da cui tornò dopo appena un anno, in condizioni totalmente diverse da quelle precedenti: da allora girò praticamente una squadra all’anno senza mai lasciare il segno, per poi tornare a Livorno (in Serie B) nel 2018 e finalmente tornare in doppia cifra. Troppo poco però, per giustificare 3 anni di anonimato, dopo il ritorno. 

🔴 Andriy Shevchenko
➡️ Dal Chelsea al Milan nella stagione 2008/2009

Era impossibile non innamorarsi di questo giocatore: arrivato a 23 anni dalla Dinamo Kiev, al primo anno di Serie A è riuscito a diventare capocannoniere, confermandosi poi negli anni successivi, con grandi gioie (Scudetto, Coppa Italia e Champions League sono nella sua bacheca, oltre a un altro titolo di capocannoniere) e grandi delusioni, come la finale di Istanbul. Nel 2006, quando è avviato a diventare una bandiera del Milan, a sorpresa arriva la richiesta di andare via, ufficialmente per far imparare l’inglese ai figli. L’avventura al Chelsea, però, è stata molto difficile e lui non si è sentito mai a suo agio, tanto che due anni dopo, ecco il gran ritorno in rossonero… Mai fosse avvenuto! La stagione fu disastrosa, con soli due gol segnati e tantissime prestazioni deludenti. Dopo una sola stagione è tornato a Kiev a chiudere la carriera, lasciando il rimpianto di cosa sarebbe potuto succedere senza la decisione del 2006… 

Domenico Cannizzaro, Andrea Moi