I campionati nazionali sono terminati, ma il calcio giocato non si ferma mai. A tenerci compagnia il mese prossimo sarà il campionato Europeo Under 21, ospitato da Italia e San Marino dal 16 al 30 giugno prossimi, e per non perdere le buone abitudini, nelle settimane che precedono l’inizio del torneo andremo a presentarvi i giovani più interessanti e i prospetti da seguire con maggiore attenzione.

Protagonista di questo nuovo approfondimento è Mikel Oyarzabal, ventunenne basco che rappresenta una dei maggiori talenti della Roja ed è già un protagonista assoluto con il suo club: la Real Sociedad. Può essere paragonato al nostro Federico Chiesa, di cui è coetaneo, infatti ha avuto una parabola simile.

GLi inizi

Nato ad Eibar il 21 aprile 1997, è proprio nella squadra della sua città natale che muove i primi passi da calciatore. All’età di 16 anni passa nelle giovanili della Real Sociedad, e nella squadra riserve del club di San Sebastian segna 3 gol in 13 presenze nella terza divisione iberica. Fa il suo esordio assoluto in prima squadra il 25 ottobre 2015 sul campo del Levante subentrando a Carlos Vela; al termine di quello stesso campionato colleziona 22 presenze, condite con 6 gol e 2 assist, così la sua presenza tra i grandi diventa da lì in poi stabile. Nella stagione successiva gioca tutte le partite del campionato, ma la consacrazione si ha nella stagione 2017-2018, quando segna 14 gol e in più regala 7 passaggi vincenti, ripetendosi poi sugli stessi livelli anche nell’attuale stagione, guadagnandosi la maglia numero 10 di una bandiera storica della squadra (Xabi Prieto) a seguito del suo ritiro. Rappresenta uno dei giovani più forti della Liga e per questo la sua società gli ha rinnovato il contratto fissando la clausola rescissoria a 75 milioni.

PUNTI DI FORZA

Oyarzabal nasce come esterno sinistro nel 4-2-3-1, ma con il passare degli anni si è adattato a rivestire tutti i ruoli del fronte offensivo. Si tratta di un mancino dal piede educatissimo, ma se la cava bene anche col piede opposto. Ama partire largo a sinistra per tagliare dentro al campo e dialogare con i compagni, proprio per questo un’altra posizione in cui è stato spesso impiegato è stata quella di trequartista. Quando parte sulla fascia è molto bravo ad arrivare sul fondo e mettere la palla arretrata al centro dell’area, azione che spesso premia il numero 9 della squadra; questa giocata gli risulta facile in quanto avanza sempre a sempre a testa alta ed è dotato di un’ottima visione di gioco. Tuttavia è bravo anche nel cercare l’azione personale, infatti ha spiccata abilità nel dribbling e un buon fiuto del gol. Per diventare davvero un top-player deve migliorare nella fase di non possesso e rendersi pericoloso in ogni partita, poichè qualche volta fatica a entrare nel vivo del gioco. Ci sono, però, anche delle partite in cui si esalta ed una di queste è il derby basco: è diventato l’incubo dell’Atletico Bilbao segnando 4 gol nelle ultime 3 partite. Un’altra pecularità è la sua umiltà, che gli consente di crescere senza sentire la pressione dei media, infatti vive ancora nel suo appartamento universitario e non ha voluto un agente, ma tratta i suoi affari discutendo con i genitori.

DOVE PUò ARRIVARE?

Sarà un sicuro protagonista dell’Europeo Under 21, dove giocherà nel girone dell’Italia e ci consentirà di valutarlo da vicino. Con la selezione U21 ha già segnato 6 gol e pensiamo che incrementerà il suo bottino in questo torneo, per poi passare definitivamente alla nazionale maggiore, dove ha già fatto il suo esordio. Una vittoria finale della Spagna, da protagonista, potrebbe essere per lui una vetrina per un trasferimento verso squadre più prestigiose (Barcellona e Real Madrid su tutte).