Durante questa sosta per le Nazionali ci soffermiamo a riproporre una delle nostre rubriche, che denota alcuni giocatori in rampa di lancio nei campionati più importanti che seguiamo.
Dopo avervi raccontato di Sancho (che trovate qui), il quale sta stregando diversi fan della Bundesliga, ritorniamo in casa nostra, in Serie A. Andiamo a scoprire il giovane Sofian Kiyine, emerso in questo anno particolarmente tribolato per la sua squadra: il Chievo Verona.

GLi inizi

Nato il 2 Ottobre 1997 a Verviers, in Belgio, ma dotato di triplo passaporto (marocchino, belga e italiano), Sofian comincia a dare i primi calci ad un pallone alla JMC Academy in Belgio (stessa scuola calcio frequentata in passato da Yaya Tourè). Si allena scalzo affrontando diverse sfide di abilità per meritarsi gli scarpini: 1000 palleggi senza far cadere la palla con il piede destro, poi con il sinistro e altri numeri simili. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile dello Standard Liegi, nel 2015 approda, da svincolato, a Verona sponda Chievo il quale, dopo due anni di Primavera, lo manda a farsi le ossa in B alla Salernitana. Ritornato alla base in estate, sembra essersi finalmente ritagliato un posto da titolare anche in prima squadra.

PUNTI DI FORZA

All’esordio in cadetteria, Kiyine mette a referto 2 gol, 3 assist, giocate di classe e duttilità tattica: può infatti essere impiegato come esterno di centrocampo, trequartista, mezz’ala e centrale di centrocampo (dove dà il meglio di sè). Un talento che non è passato inosservato sia al CT del Marocco, che l’ha inserito nei 35 pre-convocati per il Mondiale in Russia, sia in Belgio, dove è stato uno dei cinque finalisti per il premio Le Lion Belge, destinato al miglior calciatore marocchino-belga, vinto da Marouane Fellaini.

Le migliori prestazioni

La situazione di crisi a Verona non aiuta il 21enne gialloblu, il quale però ha già collezionato 6 presenze in questa Serie A, che si vanno a sommare alle altre 7 del campionato 2016/17. D’Anna prima, che lo conosce benissimo avendolo cresciuto con la primavera clivense, e Ventura poi, non hanno avuto troppi problemi a lanciare il giovane nell’undici iniziale; da valutare se Di Carlo condividerà la stessa idea dei suoi predecessori. Per ora Kiyine non ha portato ancora un bonus al fantacalcio, ma si può apprezzare la sua crescita di partita in partita: nel pareggio interno col Bologna ha propiziato il rigore del momentaneo pareggio di Meggiorini, con un’accelerazione tra le maglie della difesa rossoblu; in caso di conferme circa la sua titolarità, sarà interessante tenerlo d’occhio.
Paradossalmente, negli anni passati, è andato più facilmente in rete agendo lontano dalla porta: ben 10 gol e 3 assist piazzandosi al centro del centrocampo, contro 4 gol in posizione da ala (destra e sinistra) e solo 2 reti in posizione di trequartista.

DOVE PUò ARRIVARE?

Ancora un po’ acerbo in Serie A, mostra ampi margini di miglioramento: questa sembra essere la stagione adatta per mettersi in mostra e ritagliarsi finalmente un posto da titolare in una squadra di Serie A nel caso, sempre più probabile, in cui il Chievo dovesse retrocedere. A molti, come detto in precedenza, assomiglia a Fellaini, eppure il giovane dice di ispirarsi in tutto e per tutto al suo idolo Zinedine Zidane. Niente orecchini, niente tatuaggi (per ora), come segno particolare solo la capigliatura alla David Luiz; un ragazzo serio che punta ad arrivare in alto con impegno, umiltà e tanto lavoro, come gli è stato insegnato alla JMC Academy.