I campionati nazionali sono terminati, ma il calcio giocato non si ferma mai. Il mese prossimo a tenerci compagnia sarà il campionato Europeo Under 21, ospitato da Italia e San Marino dal 16 al 30 giugno prossimi, e per non perdere le buone abitudini, nelle settimane che precedono l’inizio del torneo andremo a presentarvi i giovani più interessanti e i prospetti da seguire con maggiore attenzione.

Il nostro approfondimento parte da Phil Foden: è il nuovo astro nascente del calcio inglese, centrocampista offensivo mancino già fatto debuttare in prima squadra da Guardiola. Gioca prevalentemente come trequartista ma grazie alla sua duttilità può agire anche in altri reparti del centrocampo.

GLi inizi

Classe 2000, è entrato nelle giovanili del Manchester City da piccolissimo, all’età di nove anni, firmando poi nel 2016 il primo vero contratto da professionista.  A dicembre dello stesso anno è stato convocato per la partita di Champions League contro il Celtic, dove non è stato tuttavia impiegato. Il 21 novembre 2017 il debutto in prima squadra, entrando al posto di Yaya Touré nella partita interna giocata contro il Feyenoord, vinta 1-0 dai Citizens. Per il debutto in Premier League dobbiamo aspettare fino al 16 dicembre 2017, in occasione della partita vinta contro il Tottenham. I primi gol arrivano nella stagione appena conclusa, dove è andato a segno sia in FA Cup, sia in Champions e soprattutto in Premier, dove grazie alla sua rete i Citizens hanno avuto la meglio sugli Spurs nel match del 20 Aprile scorso, decisivo per la vittoria del titolo.

PUNTI DI FORZA (attuali e futuri)

È evidente come non faccia del fisico la sua arma migliore: brevilineo (è alto 1,71) e non particolarmente strutturato muscolarmente, non possiede certo il corpo del prototipo del calciatore di Premier League. Trattandosi di un 19enne potrebbe ancora sviluppare la propria costituzione fisica, ma comunque Foden è in grado di compensare queste mancanze con la propria consapevolezza tecnica e con l’intensità che riesce a mettere in campo. È molto mobile, mancino naturale diventato ambidestro (ciò gli permette di orientare lo stop con facilità da ovunque gli arriva la sfera) con un tocco di palla straordinario, estremamente agile e fluido nei movimenti nello stretto, dimostra un controllo del corpo tutt’altro che scontato per un ragazzo cosi giovane. Il suo ruolo preferito è sulle trequarti per lanciare le punte, ma Guardiola l’ha usato soprattutto da mezz’ala.

COSA PUò FARE ALL’EUROPEO UNDER 21?

Dopo le ultime prestazioni, soprattutto dopo il gol confezionato su assist del Kun Aguero contro il Tottenham, quello che già era visto come una delle principali promesse del calcio inglese è immediatamente diventato il simbolo della “New Golden Generation”, come l’ha prontamente ribattezzata su Twitter Gary Lineker. Nonostante sia un millenians,  lui e i suoi compagni saranno chiamati a stupire e a trascinare la squadra della regina alla vittoria finale, visto che è una delle favorite, se non la favorita principale di tutto l’Europeo. Ci riuscirà o la giovane età lo tradirà? Noi siamo propensi per il primo caso.