Senza alcun dubbio tra i campionati top, quello dove i giovani hanno più chance di farsi notare nel calcio che conta è la Bundesliga, e noi grazie al fantacalcio scopriamo tantissimi giocatori. Una squadra che regala concrete possibilità ai propri ragazzi di farsi valere è il Werder Brema: qui l’allenatore Kohfeldt ha trovato il giusto mix dei giovani con i vari senatori a disposizione (dove spicca Claudio Pizarro, ormai 40enne) e i risultati si vedono sul campo, col Werder in lotta per le posizioni europee.
Qualche mese fa abbiamo parlato di Johannes Eggestein, fratello minore di Max, oggi invece ci concentriamo su un altro biancoverde, Milot Rashica, che per i nostri fedeli amici che ci seguono al Fantasy Bundesliga non è una novità, avendolo consigliato in pieno inverno. Scopriamo qualcosa in più sul suo conto.

GLi inizi

Milot è nato da genitori di origine albanese nel 1996 a Vushtrri, in Kosovo, proprio nell’anno in cui iniziò il conflitto serbo-albanese per la rivendicazione del territorio kosovaro. Nella distruzione e nella disperazione, lui e la sua famiglia sono sopravvissuti, mettendo il calcio al centro della sua vita. E infatti per lui quel pallone con cui giocava per le strade disastrate ha rappresentato la via di fuga: da professionista ha iniziato a 16 anni nel Kosova Vushtrri, club della sua città, e qui gli scout del Vitesse hanno notato il suo talento e l’hanno portato in Olanda, dopo che egli aveva sostenuto dei provini all’Hannover e all’Union Berlino, venendo scartato. Ma non sa ancora che la Germania è nel suo destino: ha debuttato a 19 anni in Eredivisie e giocato le prime due stagioni da protagonista assoluto a soli 19 anni, mostrandosi anche in Europa League, mentre la terza è stata martoriata da continui infortuni. Ma ciò nonostante Rashica è stato ingaggiato dal Werder Brema, orfana di Gnabry e che ha trovato nel giovane kosovaro l’erede perfetto.

Descrizione

PUNTI DI FORZA (ATTUALI E FUTURI)

Tante sono le somiglianze con Gnabry, dalla polivalenza in mezzo al campo fino alla precisione del tiro. Ha ricoperto ruoli da centrocampista a trequartista, in base alle esigenze del mister, ma il suo ruolo naturale è quello di ala destra, anche se può giocare tranquillamente su entrambe le fasce. É un giocatore molto altruista, cerca spesso il fondo per servire i compagni con un cross, ma è anche dotato di ottima velocità e di buon dribbling, infatti nelle ripartenze è un’arma letale. Ma sono le punizioni ad essere l’oggetto in più nel suo bagagliaio: col suo destro molto raffinato, col quale sa ponderare bene l’effetto, riesce spesso a creare traiettorie che mettono in seria difficoltà il portiere, come dimostra il video poco sotto. É la potenza ancora il suo tallone d’Achille, poiché le tante conclusioni a volte risultano prendibili per via della sufficiente forza data al tiro.

Le migliori prestazioni (e le gioie al fanta)


Probabilmente qualche tifoso della Lazio ricorderà i suoi due assist nella sfida col Vitesse, nella fase a gironi dell’Europa League della passata stagione. E sono state proprio queste prodezze, insieme ai vari gol messi a segno in territorio olandese, che hanno convinto la Nazionale albanese prima, e il Werder poi, a puntare sul suo talento. Nel 2016 FIFA e UEFA hanno riconosciuto il Kosovo come nazionale autonoma, e lui senza alcun dubbio ha accettato di indossare la maglia della sua terra di nascita, trovando il gol per ben due volte, entrambi in una competizione ufficiale quale la Nations League. Ma è in Bundesliga che l’abbiamo apprezzato maggiormente e soprattutto ci ha regalato le prime fantagioie: questa stagione è iniziata benissimo, con la punizione da 3 punti segnata a Francoforte che vi abbiamo mostrato poco sopra. Ma dopo poco è giunto un periodo di appannamento, e probabilmente sono state le due marcature in nazionale che hanno aperto gli occhi a Kohfeldt, che ha ricominciato a puntare con maggior frequenza su di lui. Ha trovato il secondo gol stagionale ad Hannover, e da lì non ha più smesso di far bene, regalando reti spesso vincenti per il suo Brema, come il gol in Coppa di Germania nell’eliminazione del BVB, o le doppiette realizzate contro Augsburg e Schalke 04. Noi ci siamo accorti di lui fin da subito, ma è da dicembre/gennaio che abbiamo preso la decisione di acquistarlo nel nostro team, senza deluderci nemmeno una volta.

DOVE PUò ARRIVARE?


Il potenziale c’è, va solo affinato e migliorato, serve solo trovare la squadra dove può esprimersi ancora di più, con l’allenatore giusto che sappia come farlo diventare un top. Tante sono le big che lo inseguono, tra cui anche il Napoli, ma gli obiettivi per lui sono due: quello di trascinare il Werder Brema in Europa League, ma soprattutto quello di scrivere la storia per il suo amato paese; a marzo dell’anno prossimo il Kosovo si giocherà concretamente la prima chance di approdare a Euro 2020, avendo vinto il proprio girone di Nations League. Forse da bambino non avrebbe mai immaginato che un giorno, grazie ai suoi piedi e al suo talento, avrebbe potuto rappresentare e onorare il suo paese, addirittura in una manifestazione importante come l’Europeo. Il calcio unisce, e Milot sa bene che questo è uno dei modi per omaggiare tutti i suoi concittadini che poco più di 20 anni fa hanno perso la vita sotto le bombe, portando gioia a chi è stato meno fortunato di lui.