Settimo appuntamento per la nostra rubrica che mette in luce i nuovi talenti del calcio o semplicemente che vi fa conoscere quei giocatori più “di nicchia” che stanno facendo bene in questa stagione. Ora è il turno di Federico Santander, attaccante del Bologna non più giovanissimo ma che sta sorpendendo non solo per l’utilità nello scacchiere di Inzaghi ma anche per l’efficacia che dimostra sottoporta. Conosciamolo meglio!

Gli inizi

Federico Javier Santander Mereles nasce il 4 giugno 1991 a San Lorenzo del Campo grande, in Paraguay. A 14 anni, nel 2005, entra nelle giovanili del Guaranì, iniziando come centrocampista centrale, per poi diventare centravanti. Con il club di Asunciòn gioca 3 anni tra i ragazzi, prima di esordire con gol nel campionato paraguayano il 26 aprile 2008. Si mette in luce segnando 20 volte in 50 presenze e meritandosi la chiamata del Tolosa nel 2010, a 19 anni, ma in Francia non si ambienta al meglio e fa ritorno in Paraguay dopo un solo anno e 5 gol. Gioca quindi ancora un anno nel Guaranì (12 reti) per poi trasferirsi in prestito in Argentina, al Racing Club e al Tigre, dove timbrerà il cartellino solo una volta in un anno e mezzo. Dopo un altro passaggio di due anni nel club che l’ha cresciuto, condito da altri 21 gol, arriva nel 2015 la chiamata del Copenaghen, che raggiunge dopo la semifinale di Libertadores del 2015. Nei 3 anni in Danimarca va sempre in doppia cifra attirando l’occhio dei dirigenti del Bologna, alla ricerca di un centravanti forte fisicamente per affiancare Palacio.

PUNTI DI FORZA

El ropero (che significa l’armadio) è un centravanti vecchio stile, forte fisicamente, che aiuta la squadra a salire e si combina bene con una seconda punta mobile, che può sfruttare le sue sponde e le spizzate su un lancio lungo. Ha dimostrato però in questo inizio di campionato di avere anche discreti piedi e una buona progressione palla al piede; inoltre si è dimostrato abbastanza freddo sottoporta visti i 4 gol già siglati in queste prime 12 giornate di campionato.

Le migliori prestazioni (e le gioie al fanta)

Le tre stagioni in doppia cifra in Danimarca gli hanno fornito una buona presentazione, e in effetti le sue qualità sono utilissime al Bologna e i suoi gol hanno portato ben 8 punti alla sua squadra: quando segna, i rossoblu non perdono mai. Impossibile non citare il suo primo gol in Serie A, che è coinciso con la grande vittoria dei felsinei sulla Roma, ma un’analisi più approfondita ci fa notare che nelle ultime 4 partite ha sempre messo lo zampino in una rete della sua squadra, con 2 gol (contro Chievo e Torino) e due assist, a dimostrazione del grande lavoro che fa per la squadra: difficilmente Inzaghi rinuncia a lui, tant’è che ha giocato per intero le ultime 6 partite!

DOVE PUò ARRIVARE?

Le tre annate in Danimarca (14/12/12 gol) ci suggeriscono che contro le difese italiane possa arrivare appena sotto i 10 gol, ma se continuerà a dimostrare questo grande affiatamento con i compagni non escludiamo che possa ripetere gli score di Copenaghen, per la gioia di Superpippo, sicuramente il miglior allenatore con cui un attaccante può lavorare! La salvezza del Bologna passa per i suoi gol!