I 14 luglio del 1997 a Sındırgı, piccolo capoluogo di 12.000 abitanti nella provincia di Balıkesir della regione di Marmara in Turchia, nasce Cengiz Ünder, nome che significa letteralmente Oceano e si pronuncia esattamente Genghís come il celebre conquistatore mongolo Khan.
Il neo-acquisto della Roma arriva per raccogliere la pesante eredità lasciata da Mohamed Salah, per la cifra di 13.4 milioni di euro più 1.5 di bonus dall’İstanbul Başakşehir. Ünder è stato cercato e voluto fortemente dal DS Ramón Rodríguez Verdejo detto Monchi, che lo definisce “giocatore di prospettiva futura ma con un presente importante”, e dal tecnico Eusebio Di Francesco, il quale lo ritiene addirittura “letale”.  A beneficiare della somma versata dalla Roma non sarà solamente la società di Instanbul, ma anche dall’Altınordu, un piccolo club dell’Egeo, che incassa una somma intorno ai 4ml di euro, che si era tenuto una consistente percentuale su un’eventuale rivendita sul gioiello turco e soprattutto è il luogo dove nasce la storia calcistica di Cengiz. Il classe ’97 inizia a muovere i suoi primi passi dai campi di Buca, periferia est di Smirne, gli stessi terreni da gioco calcati da un ex romanista, Salih Uçan.  A 12 anni con le sue giocate conquista subito gli osservatori rivali dell’Altınordu grazie alla sua disciplina: costante e ordinato, rientra in difesa a coprire quando è necessario per la squadra, ma soprattutto non smania dietro giocate talentuose e ricami tipici del trequartista. Va detto, che il club rosso-blu, del presidente Seyit Mehmet Özkan, si ripromette come missione la formazione di giovani talenti locali, seguendo come mantra le parole dell’ex giocatore e allenatore/dirigente Sait Altınordu: “İyi birey, iyi vatandaş, iyi futbolcu” (buona persona, buon cittadino, buon calciatore), che nel 1934 scelse di prendere il cognome dalla squadra (prima si chiamava Sait Bey) e a cui è stata dedicata una statua con quello slogan, presso la stazione di Alsancak a Smirne. Difatti, la somma ottenuta da Ünder verrà completamente reinvestita nel vivaio seguendo le parole della leggenda Sait Bey, divenendo un importante centro di scouting che ha portato ad arrivare in seconda divisione turca senza spendere soldi nel calciomercato. Dal 2015 si è gemellata con l’Athletic Club di Bilbao, altra società famosa per l’attenzione al vivaio e con forte senso di appartenenza alle proprie radici.
Nel 2014 esordisce a soli 17 anni in seconda divisione, Ünder non sente per nulla la pressione e colleziona a fine stagione un bottino di 26 presenze 5 gol, 5 assist e una sola ammonizione, tra TFF 1. Lig e la Türkiye Kupası, la coppa nazionale di Turchia e collaborando a portare l’Altınordu al settimo posto a un solo punto dai playoff. Al contempo Cengiz esordisce a 17 anni 03 mesi 14 giorni, con la Nazionale Under18 della Turchia del CT Mehmet Hacioglu, collezionando 6 presenze e 1 rete contro i pari-età della Macedonia.
La stagione seguente del 2015-16, la sua squadra fatica maggiormente e si piazzerà a metà classifica e verrà eliminato ai tempi supplementari al secondo turco in Coppa, mentre il giovane turco colleziona 31 presenze in campionato condito da 6 reti e 4 assist, ma soprattutto alla fine saranno 27 le partite da titolare. Non ancora maggiorenne è un punto fermo anche della Nazionale U19 e partecipando alle qualificazioni agli europei di categoria con 12 presenze 6 gol e 3 assist in stagione.
L’impatto in TFF 1. Lig è devastante per un ragazzo così giovane, al punto tale che l’İstanbul Başakşehir decide di puntare forte su di lui e acquistarlo per 700.000 euro. Ad Instanbul Cengiz si ritrova immediatamente catapultato nel calcio che conta e il 28 lugllio 2016 viene convocato per il terzo turno preliminare di Europa League contro il Rijeka, dove all’esordio con il numero 17 sulle spalle entra al minuto 76’ e si fa subito notare con un dribbling ad un avversario finalizzato da un tiro nelle braccia del portiere croato. Al ritorno in Croazia risulta decisivo nel passaggio del turno con un assist per il 2-2 finale. Il Başakşehir risulta un’ottima esperienza per Ünder, dove manda in panchina compagni del calibro di Doka Madureira e Stefano Napoleoni, apprendendo con umiltà da giocatori esperti come Emmanuel Adebayor ed Emre Belözoğlu, e nel suo ruolo si coordina quasi alla perfezione con Edin Višća, la migliore ala del campionato. A fine stagione con il Başakşehir raccoglie nella Süper Lig da titolare 32 presenze con 7 gol e 5 assist, oltre a 4 presenze in Europa League eliminato dallo Shakhtar Donetsk di Paulo Fonseca e in Türkiye Kupasi si arrenderà solamente in finale ai calci di rigore contro il Konyaspor. La sua classe viene notata dal CT della Nazionale maggiore della Turchia Fatih Terim, che lo convoca il 31 agosto 2016 contro la Russia tenendolo in panchina, mentre il 12 novembre lo fa debuttare a soli 19 anni nella vittoria contro il Kosovo.
In Turchia i paragoni con Paulo Dybala si sprecano, tanto da definirlo il Dybala turco, ed in effetti ad accumunarlo al talento di Lagurna Largo, oltre alla sua struttura fisica e dei lineamenti del visivo, abbiamo anche quel baricentro basso e la rapidità, mentre per il resto Ünder non è tipicamente un realizzatore, visto che è un trequartista che gioca solitamente lontano dalla porta e la tecnica ancora da affinare soprattutto per quanto riguarda il dribbling. Mancino naturale preciso ma anche potente, è un giocatore molto duttile in grado di giocare come esterno destro e sinistro. Possiede come dote l’intelligenza tattica, con visione del gioco, tramite la quale sembra compiere sempre le scelte giuste unita ad una lucidità impressionante per la sua giovane età.