Eccoci tornati col consueto appuntamento che ci avvicina al weekend di motori, con la Formula 1 che questa settimana è di scena in Austria per il Gran Premio sul Red Bull Ring, circuito nei pressi di Spielberg bei Knittelfeld.
Il circuito nei vari anni ha cambiato più volte nome in seguito alle varie ristrutturazioni che ha subito: fino a metà anni 90 era denominato Österreichring, poi prese il nome di A1 Ring e, in seguito alla ristrutturazione voluta dalla Red Bull, è stato rinominato Red Bull Ring. Il tracciato misura 4318 metri ed è un circuito velocissimo, con 4 rettilinei di buona lunghezza inframezzati da curve ad angolo retto che lo fanno diventare un tracciato stop and go, mentre la parte centrale ha alcune curve a raggio più ampio in cui è possibile portare più velocità e prendere un minimo il ritmo. Il record della pista è di 1:08.337, risale al 2003 ed è di Michael Schumacher (Ferrari F2003-GA).  
Il GP si è disputato per la prima volta nel 1964 su un tracciato poco distante, situato nell’aeroporto militare di Zeltweg e vinto da Lorenzo Bandini su Ferrari, ma poi fu sospeso per la Formula 1 fino al 1970, quando fu ripreso nell’odierno circuito. Nei successivi anni fu disputato a salti, dal 1970 al 1987, poi dal 1997 al 2003 e dal 2014 sino ad oggi. 
Il pilota che ha vinto più volte è Alain Prost con 3 successi (1983 – Renault e 1985/1986 – McLaren) davanti a Michael Schumacher (2002 e 2003 – Ferrari), Alan Jones (1977 – Shadow e 1979 – Williams), Mika Hakkinen (1998 e 2000 – McLaren), Nico Rosberg (2014 e 2015 – Mercedes) e Ronnie Peterson (1973 e 1978 – Lotus), tutti con 2 successi. Tra coloro che hanno trionfato una volta troviamo Emerson Fittipaldi (1972 – Lotus), Vittorio Brambilla (1975 – March), Elio De Angelis (1982 – Lotus), Niki Lauda (1984 – McLaren), Nigel Mansell (1987 – Williams), Jacques Villeneuve (1997 – Williams), Eddie Irvine (1999 – Ferrari), David Coulthard (2001 – McLaren) e Lewis Hamilton (2016 – Mercedes). 
Per quanto riguarda i costruttori, guida la McLaren con 6 vittorie (2 Prost 2 Hakkinen, Lauda e Coulthard) seguita dalla Ferrari con 5 successi (2 M.Schumacher, Bandini, Ickx e Irvine), Lotus con 4 (2 Peterson, Fittipaldi e De Angelis), Williams (2 Jones e Villeneuve) e Mercedes (2 Rosberg e Hamilton) con 3. 
 

Ripercorriamo alcune delle gare più emozionanti corse su questo tracciato: 

 
Domenica 13 Maggio 2001, Circuito dell’A1 Ring – Vincitore David Coulthard (McLaren) 
 
In griglia Michael Schumacher (Ferrari)occupa la pole davanti alle due Williams di Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher e alla seconda rossa, quella di Rubens Barrichello; le due McLaren di Coulthard e Hakkinen sono solo in quarta fila, dietro anche alla Jordan di Jarno Trulli e alla Sauber di Nick Heidfeld. Alla partenza quattro vetture rimangono ferme sulla griglia: se Trulli e Heidfeld riescono a ripartire dalla corsia dei box, Frentzen, con la seconda Jordan, e Hakkinen son costretti invece al ritiro. Davanti le due Williams riescono a sopravanzare M.Schumacher, che precede Barrichello, Coulthard, Eddie Irvine (Jaguar) e Jos Verstappen, partito dalla 16esima posizione con la sua Arrows. Proprio l’olandese, approfittando della vettura più leggera per aver imbarcato meno carburante, riesce a superare sia Irvine che Coulthard, risalendo fino al quinto posto.  Al decimo giro, in concomitanza con il ritiro di Ralf Schumacher per problemi ai freni, il fratello Michael inizia ad attaccare Montoya e, proprio in un tentativo di sorpasso, una staccata troppo lunga del colombiano della Williams porta entrambi i piloti nella via di fuga facendoli retrocedere di posizione e lasciando il comando a Barrichello che precede Verstappen, Coulthard, Raikkonen e Panis. Al 23° giro l’olandese della Arrows si ferma ai box per la sua prima sosta lasciando a Coulthard la seconda posizione, mentre più dietro M.Schumacher risale in terza posizione superando Panis e Raikkonen, imitato da Montoya che però sarà costretto al ritiro al 41° giro. Al 46° giro il tedesco della Ferrari va ai box seguito da Barrichello nella tornata successiva, mentre Coulthard rimane in pista per altri 3 giri in cui fa segnare il giro veloce. Questo sarà fondamentale perché dopo la sosta lo scozzese prenderà la testa davanti alle due Ferrari, con Barrichello che precede Schumacher. Ormai senza più possibilità di vittoria, la Ferrari negli ultimi giri chiede al brasiliano di cedere il secondo posto al compagno di squadra e Rubens obbedisce all’ordine polemicamente all’ultima curva, tagliando il traguardo al terzo posto davanti a Raikkonen, Panis e Verstappen, al primo punto stagionale.

 Ordine d’arrivo
1) David Coulthard
2) Michael Schumacher
3) Rubens Barrichello
4) Kimi Raikkonen
5) Olivier Panis
6) Jos Verstappen

 

 
Domenica 12 Maggio 2002, Circuito dell’A1 Ring – Vincitore Michael Schumacher (Ferrari) 
La corsa del 2002 è ricordata per il finale e per il processo che subì la Ferrari a causa del gioco di squadra e i problemi che ci furono nella cerimonia del podio successiva alla gara.  
In griglia Barrichello (Ferrari) domina le qualifiche scattando dalla pole e mantenendo la testa davanti al compagno di squadra Michael Schumacher che supera il fratello Ralf (Williams) così come Heidfeld (Sauber) che dalla quinta posizione si porta al terzo posto sopravanzando anche l’altra Williams, quella di Montoya; il tedesco della Sauber però al secondo giro commette un errore e torna al quinto posto. Le Ferrari hanno un ritmo insostenibile per tutti e vanno via di conserva, arrivando ad avere 17 secondi di vantaggio sul terzo. Al 23° giro il motore Honda della BAR di Panis cede di schianto sul rettilineo principale e la direzione gara è costretta a far entrare la Safety car per rimuovere la vettura del francese: i due ferraristi entrano assieme ai box con Barrichello che mantiene la testa della corsa mentre M.Schumacher si ritrova alle spalle del fratello, poiché è dovuto restare in coda aspettando il rifornimento del compagno di squadra. Alla ripartenza (27° giro) la vettura di Heidfeld parte in testacoda alla seconda curva a causa dei freni freddi e centra in pieno la Jordan di Takuma Sato, che gli era davanti, in quanto doppiato. Nonostante l’incidente sia particolarmente violento, la cellula di sicurezza della macchina del giapponese tiene benissimo e, nonostante qualche difficoltà nell’estrazione dalla vettura, il pilota non riporta danni seri. Dopo altri 9 giri con la vettura di sicurezza la gara riparte con Barrichello davanti a Ralf e Michael Schumacher, quarto è Montoya davanti a Coulthard (McLaren), Fisichella (Jordan) e Villeneuve (BAR), autore di una grande rimonta dopo aver scontato una penalità a inizio gara. Dopo pochi giri il canadese si porta in quarta posizione sopravanzando sia la Jordan che la McLaren, imitato poi da Fisico. Al 47° giro R.Schumacher va a rifornire, con Montoya che entra ai box 4 giri dopo, lasciando il terzo posto a Villeneuve che però deve registrare problemi idraulici sulla sua vettura ed è costretto a diminuire il ritmo. Tra il 61° e il 62esimo giro anche le Ferrari effettuano la loro seconda sosta, rientrando in pista in prima e seconda posizione, con Barrichello sempre meritatamente in testa, precedendo Montoya, Ralf Schumacher, Fisichella e Coulthard. Per via di un ordine di squadra già discusso nei giorni precedenti, nelle ultime tornate viene chiesto a Barrichello di far passare il compagno di squadra lasciandogli la vittoria (come l’anno precedente, ma si trattava di un secondo posto in quel caso). Rubens cerca di resistere, giudicando ingiusto il fatto di privarsi di un successo importante per lui, per dare 4 punti al compagno, già ampiamente in testa al campionato e che sarebbe diventato campione del mondo da lì a poche gare; nel frattempo Michael chiede via radio come mai il brasiliano non tenga fede agli accordi presi, dandogli strada. Alla fine Barrichello deve cedere e, come l’anno prima, si fa da parte platealmente all’ultima curva, regalando la vittoria al tedesco e scatenando la reazione indignata del pubblico che inizia a fischiare i vertici della Ferrari e Schumacher. Michael, toccato da questa reazione, fa salire Barrichello sul gradino più alto del podio, nel tentativo di rimediare, e gli regala il trofeo del vincitore. Alla FIA questa situazione sul podio con il brasiliano Barrichello sul gradino più alto e l’inno tedesco che risuonava per Schumacher non piace, e dopo pochi giorni chiama la Ferrari a processo comminandole una multa di 1 mln di euro e vietando i giochi di scuderia da là in avanti.

Ordine d’arrivo
1) Michael Schumacher
2) Rubens Barrichello
3) Juan Pablo Montoya
4) Ralf Schumacher
5) Giancarlo Fisichella
6) David Coulthard

  
 
Domenica 3 Luglio 2016, Circuito del Red Bull Ring – Vincitore: Lewis Hamilton (Mercedes) 
Siamo nel clou del campionato, con Rosberg davanti al campione in carica Hamilton, in grande rimonta sul compagno di squadra. Le qualifiche ci lasciano una prima fila tutta Mercedes, con Lewis davanti a Nico, ma una penalità per la sostituzione del cambio fa retrocedere il tedesco al sesto posto in griglia, portando la Force India di Nico Hulkenberg in prima fila. Anche Vettel (Ferrari) viene penalizzato per lo stesso motivo e parte nono invece che dal quarto posto. 
Al via Hamilton mantiene la testa seguito da Button (McLaren) e Raikkonen (Ferrari), che sopravanzano Hulkenberg. A seguire Rosberg precede le Red Bull di Daniel Ricciardo e Max Verstappen e Vettel, che guadagna una posizione. Subito le due Red Bull si scambiano posizione con Max che supera l’australiano, mentre Hulkenberg viene superato da parecchie vetture fino a ritrovarsi a centro gruppo. Al giro 7 anche Vettel passa Ricciardo, salendo al sesto posto e nella stessa tornata Raikkonen toglie a Button la seconda piazza, con l’inglese che inizia a perdere posizioni, finendo lontano dalla zona podio a causa della poca potenza del suo motore Honda. All’11° giro Rosberg anticipa la sua sosta rientrando in pista davanti alle due Red Bull, al quarto posto dietro al compagno di squadra e al duo Ferrari. Alla sosta di Hamilton la squadra non è precisissima e Lewis all’uscita dai box perde la posizione sul compagno di squadra, mentre Raikkonen si ritrova dietro alla coppia della Red Bull, abili nello sfruttare l’undercut, fermandosi prima. Vettel quindi si ritrova al comando e cerca di far durare al massimo le gomme della sua Ferrari, ma al 27esimo giro la ruota posteriore sinistra esplode nel rettilineo di partenza e Sebastian va a muro, dovendosi ritirare. Safety car in pista e alla ripartenza Rosberg precede Hamilton, Verstappen, Ricciardo, Raikkonen, Bottas (Williams), Nasr (Sauber), Button (McLaren) e Grosjean (Haas). Al 55° e 56° giro le due Mercedes effettuano la loro seconda sosta, mantenendo le posizioni invariate, con Hamilton che sceglie di montare le gomme Soft mentre Rosberg le Super Soft. In testa ora c’è Verstappen, che non deve più fermarsi ma non ha la velocità per stare davanti alle Mercedes, che tra il giro 61 e il 63 riprendono le prime due posizioni. In precedenza Raikkonen aveva sorpassato Ricciardo, prendendosi il quarto posto, con Button che imita il finlandese, prima di essere ripassato dallo stesso pilota della Red Bull al 65° passaggio. 
Negli ultimi giri la pressione di Lewis si fa più assidua e all’ultimo giro l’inglese tenta l’affondo sul compagno alla curva 3: le due vetture si toccano con Rosberg che riporta danni all’ala anteriore ma non demorde e resiste fino alla curva successiva, quando, dopo un altro contatto, Hamilton passa Nico e prende la testa, andando a vincere la gara. Nelle ultime curve il tedesco, con la vettura danneggiata, viene superato anche da Verstappen e Raikkonen, arrivando al quarto posto. Da segnalare il primo punto in carriera di Pascal Wehrlein (Manor), primo arrivo nei 10 per la scuderia dal decimo posto di Jules Bianchi nel 2014 a Montecarlo.

Ordine d’arrivo
1) Lewis Hamilton
2) Max Verstappen
3) Kimi Raikkonen
4) Nico Rosberg
5) Daniel Ricciardo
6) Jenson Button
7) Romain Grosjean
8) Carlos Sainz Jr
9) Valtteri Bottas
10) Pascal Wehrlein